La progettazione del viaggio

Progettare un viaggio è un ruolo fondamentale e molto emozionante, con la mente mi immedesimo già nel percorso che dovrò intraprendere, nelle terre che attraverserò, nei tramonti e nelle albe che ammirerò a bocca aperta. Mentre programmo un viaggio, è come se lo stessi già vivendo.

 

Ci sono diverse tipologie di viaggio, ognuna delle quali richiede tempistica, attrezzatura e preparazione diversa.

La maggior parte delle mie avventure non ha richiesto una progettazione molto anticipata alla partenza, in quanto viaggiando con la tenda non sono vincolata nel contattare o verificare la disponibilità di strutture d'appoggio. D'altro canto però il mio programma si concentra di più nell'organizzazione delle attrezzature, del vario materiale e delle provviste: non facendo affidamento a terzi devo essere autonoma e autosufficiente in tutto e per tutto. 

Ciò significa verificare il buono stato della tenda, del sacco a pelo e di tutta la bardatura del cavallo, calcolare i viveri porzionati per tutta la durata del viaggio e il vestiario necessario. Indubbiamente se solo ci si appoggiasse ad una struttura per il pernotto, si viaggerebbe molto più leggeri e spensierati. 

Ma come lo si può paragonare ad una notte a cielo aperto, mangiando davanti a un piccolo fuoco acceso per scaldarsi le mani, col cavallo che pascola accanto a voi?

Quando programmo un  viaggio, come prima cosa mi procuro le carte topografiche delle zone interessate. Non uso le mappe digitali che si trovano su molte app dei cellulari, sia per una scelta filosofica e tradizionalista sia per una ragione di affidabilità e precisione. Ho notato negli anni che alcune mappe digitali non figurano tutte le tracce di sentiero che invece sono presenti su quella cartacea, perciò prima di partire pianifico a grandi linee il percorso che affronteremo facendo affidamento a quest'ultima. Utilizzo invece qualche app sul cellulare mentre sono in viaggio per sfruttare il segnale GPS: senza dover aprire ogni volta la mappa cartacea, guardando sul cellulare riesco a vedere la mia posizione in base alla traccia che devo percorrere. 

Il mio spirito è molto avventuriero, una volta idealizzato il percorso da svolgere non resta che prepararsi per partire; le zone di sosta le valuto generalmente al momento, in base all'orario, al tempo meteorologico, alla stanchezza degli animali o al tipo di territorio. 

Mi creo accuratamente una check list per non dimenticare nulla, viaggiando perlopiù in alta quota se mi dovesse mancare qualcosa dovrei per forza farne a meno. 

Il mio percorso è sempre conosciuto da una o due persone esterne, quali vengono aggiornate durante il viaggio sulla mia posizione e su eventuali cambi di programma. In tal modo, dato che mi sposto da sola, se dovesse succedere un imprevisto ci sarà sempre qualcuno che saprà dove trovarmi. 

Una volta preparate le bisacce con tutto l'occorrente per affrontare il viaggio, non resta che sellare e partire. 

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