Cavalcare in solitaria

Sono sempre stata un'amante della solitudine, specialmente se si tratta di viaggiare in montagna. Cavalco con la mia cavalla, Star, in queste terre da quando avevo tredici anni, anno dopo anno scoprii sempre più luoghi di questa catena montuosa, passando intere giornate e notti in quota solamente col mio cane e il mio cavallo. 

I viaggi che ho intrapreso fino ad ora variano dai tre ai sette giorni, inizialmente mi sono soffermata ad esplorare l'intera zona del selvaggio Lagorai, terre che non smetteranno mai di emozionarmi per la loro incantevole bellezza, negli ultimi anni invece mi sono spinta nelle altre vallate trentine, fino ad arrivare nelle Dolomiti.

Ricordo come fosse ieri la prima volta in cui io e Star scalammo la nostra prima cima da sole, io avevo quattordici anni e lei quattro. Di certo la paura e la diffidenza non mancavano, come non mancava l’inesperienza sia mia sia della cavalla stessa. Raggiungemmo quota 2246. Mi guardai attorno, la vallata era deserta, non vi era anima viva. Realizzai che se avessi avuto bisogno di aiuto lassù, mi sarei dovuta arrangiare. Mi accorsi però in quel momento di non aver mai visto Star così quieta e rilassata, quindi feci un respiro profondo e mi tranquillizzai anche io. Restammo per qualche minuto immobili ad ammirare l’orizzonte, ad assaporare l’aria che sapeva di libertà, a farmi accarezzare i capelli dal vento tanto dolce quanto selvaggio. Quel giorno rientrai a casa con un’enorme conquista nel cuore, e da allora tornai su quelle vette ogni volta che potei: salii con Star sempre più in alto, scoprendo territori ancora più lontani e incantati.

Si percepisce una magia inspiegabile quando ci si trova soli col proprio cavallo nel cuore nelle montagne. La natura trasmette all’anima un’energia fortissima, intensifica al massimo la connessione tra cavallo e cavaliere. Non sono emozioni semplici da descrivere.

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