La preparazione dell’accampamento per la notte è la parte che più preferisco delle mie avventure a cavallo. Il non sapere dove e né quando riuscirò a sistemarmi, quali materie utili troverò sul posto e quali invece dovrò farne a meno; valutare dove accamparmi in base al promettere del tempo, decidendo di conseguenza se accendere un fuoco per scaldarmi e cucinare, oppure se cercare un riparo sotto cui cuocere sul fornello a gas; tenere a mente tutte le fonti d’acqua, legna e sassi per il fuoco che si trovano nel raggio di dove sosterò: sono tutte queste incognite a rendere speciali e avventurose le mie esperienze solitarie a cavallo, voglio mettere alla prova le mie capacità di resistenza e adattamento nella natura selvaggia.

La scelta del luogo di accampamento per la notte non è banale, specialmente se si viaggia a cavallo e se ci si trova ad un'altitudine importante. Bisogna tener conto di alcuni fattori.
In primis cerco un terreno abbastanza pianeggiante per fissare la tenda, che abbia vicino almeno un albero comodo per legare il cavallo durante la notte. La zona dove si sosterà non deve essere esposta a raffiche di vento, per cui bisogna accertarsi che sia un luogo il più possibile riparato.
Per maggiore comodità, preferisco sempre accamparmi nella vicinanza di acqua e legna per il fuoco, ma trovare un luogo con tutte queste caratteristiche è un lusso che raramente capita, perciò seguo un ordine di priorità. Il cavallo si trova al primo posto, quindi un luogo comodo per legarlo e dell'erba fresca da mangiare non possono mai mancare, mi è ancora successo di fissare la tenda su un terreno scosceso. Se non ci fosse nei paraggi una fonte d'acqua, verificherei sulla mappa dove trovarne una, in modo che sia raggiungibile brevemente a piedi per dissetare il cavallo un paio di volte durante la serata. Fortunatamente le montagne che frequento maggiormente sono ricche di sorgenti d'acqua, laghi e ruscelli, perciò non ho mai avuto problemi in questo ambito. Stesso discorso vale per la legna, se fosse comodamente raggiungibile sarebbe meglio, ma in casi estremi la ho ancora trasportata fissandola sulla sella.
Un'ulteriore accortezza che ho imparato a prendere con l'esperienza, è cercare possibilmente un luogo esposto a est, senza cime o grandi impedimenti che possano ritardare l'arrivo del sole al mattino. Molto spesso in montagna la sera piove, ma a prescindere da qualsiasi condizione meteorologica durante la notte sale dal terreno molta umidità, perciò ricevere il sole alle prime luci del giorno significa riuscire ad asciugare eventuali indumenti bagnati del giorno precedente e i teli della tenda per chiuderla asciutta.


Le pietanze che porto sempre con me sono liofilizzate, come zuppe e risotti, sono leggere e occupano poco spazio. Non manca mai però anche del cibo in scatola che non richiede cottura: mi è capitato una sera di non poter uscire dalla tenda per più di quattro ore a causa del maltempo arrivato mentre stavo montando la tenda, sono riuscita così a mangiare un paio di scatolette di tonno con il pane per placare la fame. Per quanto riguarda invece l’acqua, non sono un’amante delle classiche borracce da campo, preferisco portarmi delle bottigliette di plastica da schiacciare nel caso in cui non mi servissero più, guadagnando così spazio e peso sulla sella.
Per praticità porto sempre in bisaccia il fornello a gas da campeggio, su cui cucino tutti pasti: l'acqua bolle prima ed è una garanzia nel caso in cui non ci fosse possibilità di accendere il fuoco.


Un altro importante fattore da tenere presente quando ci si accampa in montagna è il tempo meteorologico. Nel caso in cui siano previsti forti temporali è meglio sostare a una quota più bassa possibile o cercare un bivacco dove ripararsi.

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